15 Gennaio 2026

La dieta mediterranea, cibo e ambiente per la salute.

Questo l’argomento trattato lunedì 15 Settembre 2025. In una splendida posizione, a San Mauro Cilento, l’agriturismo “Il Frantoio” ha accolto i numerosi ed interessati compagni dello SPI di Salerno, per una giornata di studio e di riflessione. L’iniziativa si colloca nel programma “Invecchiamento attivo” messo in campo dalla segreteria provinciale dello SPI CGIL.

Ha presieduto i lavori il Compagno Arturo Sessa, Segretario Generale SPI Salerno, il quale ha valorizzato l’iniziativa tenuta in collaborazione con UNISA, auspicando un continuo e proficuo rapporto con l’istituzione universitaria e di ricerca.

Ha fatto seguito il saluto del Segretario Generale CGIL di Salerno, Antonio Apadula, che ha evidenziato l’importanza e la salvaguardia del’alimentazione genuina, anche come motore per una economia che rallenti il declino delle aree interne, declino per il quale si metteranno in campo tutte le azioni necessarie.

Le relazioni hanno preso il via con il Prof. Francesco Fasolino, direttore del dipartimento Scienze Giuridiche UNISA. “La Dieta Mediterranea è un fenomeno complesso – ha affermato – è un crocevia tra alimentazione e salute pubblica che agisce al fine di prevenire alcune patologie della terza età; i centenari che vivono nel Cilento ne sono testimoni”.

Oltre alla funzione preventiva, la Dieta Mediterranea concorre a preservare la cultura del nostro territorio e di tutto il Mediterraneo nel suo insieme. Infatti, l’UNESCO nel 2010 l’ha portata al rango di Patrimonio Immateriale dell’Umanità e l’Unione Europea ha seguito questo orientamento.

Ha fatto seguito l’intervento della Prof.ssa Antonietta Santoro, direttrice dell’Osservatorio SHIELD UNISA, la quale ha ricordato come da otto anni la Dieta Mediterranea sia considerata la miglior dieta al mondo. Punti di forza dei prodotti del nostro territorio sono: il rispetto della biodiversità e la stagionalità dei prodotti che fanno sì che le quantità energetiche ottenute con la Dieta Mediterranea siano di gran lunga superiori, oltre ad agevolare la prevenzione, elemento non trascurabile.

E’ stata poi la volta del Dott. Nicola Novella, responsabile dell’Ecomuseo di Sassano, che ha rimarcato lo stretto rapporto esistente tra l’alimentazione e il sistema immunitario. Ha poi intrattenuto la platea con un inedito racconto sulle origini, inaspettate, della Dieta Mediterranea. La nostra dieta, studiata e resa nota dal biologo e fisiologo e nutrizionista statunitense Ancel Keis negli anni ’60, è un modello alimentare basato principalmente su cereali, frutta, verdura, legumi ed olio d’oliva, con un consumo moderato di pesci, pollame e latticini. Keys ipotizzò che la minor incidenza di malattie cardiovascolari nei paesi del Mediterraneo fosse legata a questo tipo di alimentazione. Prendendo spunto dalla bassa incidenza di malattie cardiovascolari in alcune aree rurali italiane, come il Cilento, iniziò le ricerche che dimostrarono la validità del modello alimentare locale, diventando il “padre” della Dieta Mediterranea.

Alla fine dell’incontro poi, si è intrattenuto con numerosi compagne e compagni, mostrando diversi tipi di erbe spontanee presenti nel Cilento e

illustrandone i vari metodi di utilizzo, sia in cucina che nella preparazione di tisane e decotti, suscitando grande interesse tra i convenuti.

Molto interesse ha suscitato la relazione del Prof. Giuseppe Cilento, responsabile della Biofattoria Coop Nuovo Cilento, il quale ha posto l’accento sul suolo e sulla sua interazione con la natura. La cura del suolo, che nelle nostre terre è prioritaria, garantisce la genuinità assoluta, fatta di prodotti che non contraffanno i sapori e gli aromi naturali. L’industria alimentare abusa spesso di aromi sintetici, un rapporto non corretto con la lavorazione dei cibi propri della Dieta Mediterranea, che, invece nel Cilento offrono garanzie e certificazioni di assoluta genuinità. “La nostra – ha detto il professore – è una battaglia per una diversa piramide alimentare”.

Le conclusioni sono state affidate al Compagno Franco Tavella che ha ricordato come l’iniziativa odierna si collochi in un programma di invecchiamento attivo che lo SPI persegue da tempo. Non solo vita lunga, dunque, ma soprattutto di qualità, ed è per questo che è necessaria la Dieta Mediterranea. La qualità dei prodotti è fondamentale, gioca un ruolo determinante, ed è legata alle politiche economiche del territorio. Ci vogliono, sostiene Tavella, politiche economiche di investimenti, se si vuole davvero contrastare lo spopolamento. Le priorità: infrastrutture e trasporti; sanità, medicina di base e telemedicina, per una sanità efficiente che manca. Manca di manodopera e professionalità adeguate, oltre che per le strutture spesso fatiscenti. Ridistribuire le risorse, gestendole diversamente, è una priorità per il nostro territorio; per raggiungere questi obiettivi lo SPI CGIL Napoli e Campania, intende costruire una piattaforma rivendicativa per dare risposte concrete sul futuro delle nostre aree.

(a cura di SPI CGL Salerno)