14 Ottobre 2026

Le Intenzioni di voto degli italiani

Rispetto alla precedente rilevazione, le reazioni degli elettori mostrano alcuni cambiamenti negli orientamenti di voto, in particolare nell’area della maggioranza di governo.
Fratelli d’Italia si conferma sostanzialmente stabile al 26,4%; la Lega registra un nuovo lieve arretramento e si attesta al 4,7% (-0,4%), mentre Noi Moderati rimane fermo all’1%. In flessione appare anche Forza Italia, stimata al 7,3%, con una perdita di un punto percentuale nell’ultimo mese. Prosegue invece con decisione la crescita di Futuro Nazionale, che raggiunge l’8,8%, guadagnando l’1,7%.
Continua dunque la redistribuzione dei consensi all’interno dell’area di maggioranza a favore di Vannacci, con Forza Italia che sembra soffrire in misura particolare, probabilmente a causa di un profilo percepito come meno distintivo.

Sul fronte dell’opposizione, le variazioni risultano più contenute. Il PD è stimato al 19,5%, in calo dello 0,6%, mentre restano sostanzialmente stabili il M5S (14,5%), Avs (6,3%) e Italia Viva (2,1%, -0,2%). Cresce invece +Europa, che sale al 2,1% (+0,7%), probabilmente anche per l’emozione generata dalla recente scomparsa di Emma Bonino. Anche Azione si mantiene stabile al 3% (-0,1%).
La somma delle coalizioni porta il centrodestra, senza Vannacci, al 39,4%, in calo di oltre un punto percentuale, mentre il centrosinistra allargato raggiunge il 44,5%.
Come già osservato in altre occasioni, la semplice somma aritmetica non sempre corrisponde al risultato che si può ipotizzare quando a confrontarsi siano non solo i singoli partiti, ma anche le coalizioni strutturate.
In questo scenario, infatti, la coalizione progressista è stimata al 43,9%, perdendo qualche decimale rispetto alla somma dei partiti che la compongono prima evidenziata, mentre il centrodestra tradizionale si attesterebbe al 38,7%, con una riduzione analoga.
La presenza di Vannacci vedrebbe la prevalenza di misura del centrodestra allargato, che arriverebbe al 45,7%. Si tratterebbe comunque di un dato inferiore di circa il 2,5% rispetto alla somma aritmetica dei partiti, per la resistenza che si è già osservata, in altre occasioni, alla presenza organica dell’ex generale nella coalizione. L’alleanza progressista raggiungerebbe invece il 45,2%, registrando qualche decimale in più rispetto alla somma dei partiti.
In sintesi, allo stato attuale la presenza di Vannacci, per questi flussi di voti, non garantisce di per sé la vittoria, vista la stretta vicinanza delle due coalizioni.

( A cura di SPI CGIL Salerno, fonte IPSOS DOXA. Testo realizzato senza l’ausilio di AI)