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Pensionati dello Spi-Cgil del Salernitano in udienza da Papa Francesco

L’emozionante appuntamento raccontato dal Teologo Raffaele Manna
Con un gruppo di 49 compagni provenienti dalle leghe di Battipaglia, Salerno, Nocera, Angri e Scafati, sfidando la stanchezza del sonno, e sotto la sapiente guida dei segretari Gennaro Schettino e Rosanna Ciuffi, il 22 novembre scorso ci siamo recati a Roma, in udienza dal Papa; siamo stati i primi ad arrivare in Piazza S. Pietro, essendo arrivati alle ore 5,45, ma ben presto la gente venuta da tutto il mondo ha gremito tutta la piazza dove si contavano circa 30/40 mila persone.
L’ingresso del Pontefice, con la sua papa mobile, è avvenuto intorno alle ore 9,15 (una buona oretta prima del solito), accolto dalle parate dei gendarmi della Città del Vaticano, oltre che da gruppi di sbandieratori che, in precedenza, si erano esibiti, con i loro vestiti d’epoca, in spettacolari lanci di bandiere, accompagnati dalle melodie di due o tre bande musicali.  Al suo passaggio, nei vari corridoi delimitati dalle transenne, abbiamo visto la gente andare letteralmente in delirio; sventolio di fazzoletti bianchi ed urla inneggianti al suo nome si elevavano man mano che il Papa si avvicinava e nel momento in cui sostava per baciare ed accarezzare i bambini.
Intorno alle ore 10 un Vescovo officiante ha aperto i lavori dell’udienza, salutando il Papa ed i fedeli presenti, ringraziando tutti i convenuti ed in particolare le Diocesi presenti con i loro vescovi, le Associazioni e, naturalmente, il Sindacato Pensionati Italiani Cgil Salerno, salutato da un grande e prolungato applauso dall’affollata e immensa piazza del vaticano. E’ seguita poi la lettura di un passo del cap. 2 della Lettera ai Galati di S.Paolo; su questa Lettera Papa Francesco ha tessuto la sua catechesi  incentrata sulla domanda: che cos’è la messa? La messa, ha risposto, è il memoriale del mistero pasquale di Cristo, cioè il mistero della sua passione, morte, resurrezione ed ascensione al Cielo; quindi il memoriale non è soltanto il ricordo, il ricordo degli avvenimenti di circa 20 secoli fa, ma questo memoriale è reso presente ed attuale attraverso l’Eucaristia, in cui Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa su di noi tutta la sua misericordia, il suo amore, come ha fatto sulla Croce, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza ed il modo di relazionarci con Lui e con i fratelli.
Cristo, quindi, è la pienezza della vita e quando ha affrontato la morte, l’ha annientata per sempre; risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita, e nell’Eucaristia Egli vuole comunicarci questo suo amore pasquale, vittorioso. Questa è la messa: è entrare in questa passione, morte e resurrezione ed ascensione di Gesù e quando andiamo a messa è come se andassimo al Calvario, è lo stesso! Da qui il monito del Papa ai fedeli che, andando in Chiesa, bisogna stare in raccoglimento e silenzio; non andiamo a uno spettacolo, andiamo, con un po’ di immaginazione, incontro al Signore sul Calvario, dove Gesù dà la sua vita per me, per te, per tutti. Finita l’udienza, con la benedizione di Francesco, ci siamo diretti sulla strada del ritorno, con breve sosta  a Valmontone, per un frugale ristoro. Nonostante la stanchezza, siamo ritornati a casa felici ed entusiasti dell’incontro con il Pontefice, per la catechesi che abbiamo ascoltato e per l’occasione che ci ha dato, a noi pensionati dello SPI-CGIL di Salerno, di poterlo salutare, in compagnia di migliaia di fedeli di ogni angolo del mondo, dalla prima fila di Piazza San Pietro.

Raffaele Manna

Salerno 4 dicembre 2017

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